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Rischio sanitario ed antropico
Il rischio nucleare
Indice dell'articolo
- 2 Il piano nazionale di emergenza nucleare
- 4 Le convenzioni internazionali e le esercitazioni
- 5 La normativa di riferimento
- 6 Informazione alla popolazione, norme di comportamento e protezione
Informazione alla popolazione, norme di comportamento e protezione
Condizione fondamentale per una corretta gestione dell’emergenza nucleare è che
la popolazione sia informata in anticipo sui rischi generici a cui è soggetta,
sui piani d’emergenza esterna, sulle istruzioni precise da seguire in caso d’incidente
e sull’adozione delle misure urgenti da adottare in caso di emergenza nucleare.
L’informazione al pubblico si esplica quindi attraverso due fasi fondamentali:
· preventiva, che persegue lo scopo di sensibilizzare la popolazione interessata
sugli aspetti essenziali ed importanti della pianificazione e sulle azioni protettive
necessarie in caso di emergenza nucleare;
· in emergenza, che persegue lo scopo di informare tempestivamente e correttamente
la popolazione interessata o potenzialmente interessata da un evento calamitoso
per tutto quanto attiene alle decisioni delle Autorità competenti ai fini della
protezione e sicurezza dei cittadini.
Per una rapida comunicazione della gravità di un evento incidentale ad una centrale
nucleare, la IAEA ha elaborato la INES (International Nuclear Event Scale, allegato 4), una scala numerica da 1 a 7 che è analoga alla scala Mercalli degli eventi
sismici. Per esempio, un incidente come quello di Chernobyl oggi sarebbe classificabile
al livello 7 della scala INES.
Durante una emergenza radiologica, la popolazione interessata dalle conseguenze
dell’evento incidentale, o a rischio di coinvolgimento, è informata sui provvedimenti
protettivi volti a ridurre l’esposizione alle radiazioni ionizzanti. Le principali
azioni protettive che possono essere adottate sono le seguenti:
· controllo degli accessi alle zone interessate dall’emergenza da parte delle
Autorità di pubblica sicurezza, al fine di limitare all’essenziale l’afflusso
delle persone nelle zone contaminate;
· riparo al chiuso all’interno di edifici con porte e finestre chiuse e impianti
di ventilazione con aspirazione dall’esterno spenti;
· evacuazione dell’area che presenti rischi di esposizione elevati;
· iodioprofilassi, cioè ingestione, sotto stretto controllo medico, di composti
di iodio stabile ai fini di evitare o limitare l’assorbimento di iodio radioattivo
da parte della tiroide;
· protezione e controllo della catena alimentare da parte delle Autorità sanitarie,
al fine di impedire che sostanze radioattive contaminino determinati elementi
della catena alimentare;
· decontaminazione e rimozione delle sostanze radioattive eventualmente depositate
su superfici esposte.