Rischio vulcanico

Stromboli



Descrizione dell'eruzione 2007

Dopo un periodo di alcune settimane di intensa attività vulcanica, caratterizzato da valori elevati dei parametri monitorati, il 27 febbraio 2007 i Centri di Competenza (INGV e UNIFI) comunicano al Centro Funzionale Rischio Vulcanico del Dipartimento della Protezione Civile, variazioni significative dello stato del vulcano Stromboli, in particolare un incremento dei movimenti della Sciara del Fuoco. Il CFRV, che si trovava già in stato di vigilanza, alle ore 13.30, attraverso le telecamere di sorveglianza osserva una fase esplosiva, seguita poco dopo dall’apertura di una bocca effusiva alla base del cratere di NE e successivamente da frane lungo la Sciara del Fuoco.

 

Immediatamente scattano le procedure di allertamento, e viene contattato il COA di Stromboli per l’attivazione delle sirene per l’allontanamento della popolazione dalla costa. Vengono interpellati i responsabili dei centri di monitoraggio e gli esperti della Commissione Grandi Rischi per una prima valutazione dei fenomeni in atto e allo stesso tempo, per il coordinamento delle attività emergenziali viene convocata presso il Dipartimento l’Unità di Crisi, che dispone subito l’invio di due squadre di esperti e tecnici che in poche ore raggiungono in elicottero l’isola. Presso il COA viene istituito un Gruppo di Sintesi, composto dagli esperti vulcanologi della Commissione Grandi Rischi e dai responsabili del monitoraggio, per la valutazione dei fenomeni in corso e della pericolosità vulcanica, sulla base dei quali vengono di volta in volta modulate, in collegamento con le strutture centrali,  le attivazioni del piano d’emergenza, volte a ridurre l’esposizione della popolazione ai rischi derivanti da fenomeni eruttivi e/o franosi.

 

Sulla base delle esperienze maturate durante la precedente emergenza del 2002-2003, nonché delle innovazioni strutturali e procedurali introdotte negli ultimi anni e sperimentate anche nell’ambito delle esercitazioni, è stato attuato e condotto l’intervento di gestione dell’emergenza, che ha impegnato a vari livelli tutti gli Uffici del Dipartimento. La gestione dell’emergenza si è ampiamente giovata dell’esistenza del COA, istituito durante la precedente crisi. Questo si è rivelato uno strumento prezioso, sia nella sua qualità fisica di contenitore logistico organizzato e attrezzato in grado di dare supporto alle funzioni scientifiche e operative; sia nella sua peculiarità di riattivarsi e diventare nuovamente in tempi brevissimi una struttura operativa, capace di essere il nucleo delle attività di monitoraggio e di valutazione legate all’emergenza. Un ruolo fondamentale è stato inoltre svolto dal CFC-RV che, ha garantito, fin dalle prime fasi e per tutta la durata della crisi, il coordinamento delle attività dei Centri di Competenza, svolgendo le funzioni di acquisizione, condivisione, sintesi ed elaborazione dei dati di monitoraggio, valutazione delle criticità e diffusione di rapporti d’evento a supporto delle decisioni strategiche e operative dei vertici dipartimentali.

 

Cronologia degli eventi principali

 

27 febbraio
12.25 - INGV-Na comunica al Centro Funzionale Rischio Vulcanico la registrazione di 12 eventi sismici associabili ad eventi franosi, localizzati nell’area della Sciara del Fuoco.
13.30 - dalle telecamere termica e visibile si osserva un’attività di degassamento anomala localizzata nella zona posta alla base dell’area craterica (Pianoro), nonché un’attività esplosiva dalla base del NE.
13.39 - frana di piccola entità lungo la Sciara del Fuoco. Viene immediatamente contattato il COA che provvede ad azionare le sirene e ad allontanare la popolazione dalla costa.
13.48 - collasso dal cratere di NE, con conseguente trabocco lavico e nuova frana lungo la Sciara.
14.02 - apertura di una bocca effusiva sulla Sciara e inizio della colata lavica.
14.20 - dalla base dell’area craterica si sviluppano lungo il versante della Sciara del Fuoco due colate laviche ben alimentate che in poco tempo raggiungono il mare, causando il sollevamento di grandi nubi di vapore.
19.30 - importante fenomeno franoso, sempre  lungo la Sciara del Fuoco, che non produce onde anomale, seguito da un abbondante flusso lavico.

 

28 febbraio
12.00 - l’attività effusiva si concentra ad un'unica bocca a ca. 400 m di quota molto ben alimentata.

 

8 marzo
17.55 - la colata lavica è quasi ferma; i canali nella parte alta sono svuotati e solo la parte più bassa della colata è attiva.

 

9 marzo
6.00 – nuova ripresa dell’attività effusiva dalla bocca di quota 400 m.
13.00 - Il SAR registra velocità di deformazione della Sciara del Fuoco superiori a 300 mm/h.
16.15 - apertura di una nuova bocca effusiva a ca.500 m di quota.
10 marzo - 10.30 – cessa l’emissione di lava dalla bocca effusiva apertasi nella giornata del 09 marzo.
15 marzo - 21.37 - evento esplosivo parossistico. La ricaduta del materiale espulso ha interessato il sentiero naturalistico che corre da San Vincenzo alla Sciara del Fuoco, ad una quota compresa tra i 200 e i 400 m s.l.m.

 

Dal 21 marzo al 2 aprile, la portata della colata lavica risulta discontinua, alternando aumenti repentini a momenti di totale stasi.

 

3 aprile
9.15 - il flusso lavico si arresta e la colata non è più alimentata.
A partire dal 3 aprile, l’evoluzione dei parametri ha continuato a mostrare una lenta tendenza al recupero dei valori normali registrati prima dell’inizio della crisi.

 

Informazioni alla popolazione
Per assicurare la corretta informazione della popolazione fin dall’arrivo sull’isola, alcuni rappresentanti del Dipartimento e della comunità scientifica, hanno tenuto costanti rapporti con i cittadini di Stromboli e sono stati organizzati diversi incontri collettivi.
Dal 7 aprile, inoltre, con l’approssimarsi della stagione turistica, allo scopo di informare i visitatori e gli escursionisti è stata predisposta una brochure informativa multi lingue sui rischi e sulle relative norme di comportamento e di auto protezione.

 

Regolamentazione delle escursioni
A partire dal 06 agosto, l’accesso alla sommità del vulcano è consentito secondo quanto disposto dall’ordinanza del Sindaco di Lipari n. 46/07.

 

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