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27-05-2008

L’ASI al fianco del Dipartimento a supporto delle attività di protezione civile

L’ASI (Agenzia Spaziale Italiana), Centro di Competenza per l’Osservazione della Terra, da tempo impegnata in attività per lo sviluppo di conoscenza e di prodotti pre-operativi per l’impiego delle informazioni satellitari in tempo reale a fini di protezione civile, ottiene oggi i primi risultati operativi ed inizia a consolidare, assieme al Dipartimento, metodi e procedure al fine di garantire servizi operativi per la disponibilità delle informazioni in tempo reale.
Tale fruibilità risponde a standards e requisiti che l’Italia assieme ad altri paesi alleati come la Francia, la Spagna ed altri hanno sostenuto a livello europeo, in particolare nell’ambito del programma promosso dalla commissione per il ‘Global Monitoring for Enviroment and Security’ (GMES) per le diverse tipologie di rischio.

I dati e le informazioni che l’ASI mette a disposizione attraverso i primi satelliti della costellazione COSMO-SkyMed, fiore all’occhiello della scienza e della tecnologia dell’industria nazionale in ambito spaziale, coniugate con le conoscenze scientifiche ed operative ottenute anche dai progetti di Osservazione della Terra promossi con ASI, sono gestite operativamente dal Dipartimento stesso anche con l’ausilio di un gruppo tecnico permanente a cui concorrono Centri di Competenza in materia come gli istituti del Politecnico di Milano ed il Dipartimento di Scienza della Terra di Firenze, gli Istituti IREA ed IRPI del CNR, l’INGV, nonché le rappresentanze dei servizi regionali e di altre comunità di utenti che hanno forti interazioni con le attività di protezione civile.
Per il Dipartimento, ed in generale per il sistema nazionale di protezione civile, l’impiego dell’informazione satellitare sia quotidiano che straordinario è in uso sino dal 2002 sia nell’ambito degli incendi boschivi che del rischio idrogeologico ed idraulico e non ultimo a supporto dei metodi di previsione meteorologica.
La peculiarità delle immagini Cosmo è di essere disponibile in modo tempestivo indipendentemente dalle condizioni di visibilità, e quindi anche nelle ore notturne ed in presenza di copertura nuvolosa.
Il superamento di tale barriera di osservazione tra cielo e terra nell’immediatezza della necessità operativa è una carta vincente per supportare l’efficacia delle scelte e delle azioni di protezioni civile attraverso l’effettiva disponibilità del dato.

A seguito del recente terremoto che ha colpito la regione cinese del Sichuan, l’ASI ha acquisito dati satellitari dell’area in brevissimo tempo e con regolarità nei giorni successivi.
In figura 1 è rappresentata una immagine ad alta risoluzione (3 m), dell’area di Chengdu, una città a circa 100 km dall’epicentro.


Figura 1 – Immagine COSMO-SkyMed ad alta risoluzione dell’area di Chengdu.

I dati acquisiti dai satelliti COSMO SkyMed, forniti al Dipartimento tempestivamente, entro le 24 ore dalla richiesta a seguito dell’evento, si sono dimostrati di altissima qualità, permettendo di identificare al meglio, grazie all’alta risoluzione, anche i singoli edifici, (figura 2).

Figura 2a – Immagine COSMO SkyMed ad alta risoluzione dell’area di Chengdu. La superficie terrestre è visibile dal satellite anche di notte ed in presenza di copertura nuvolosa.

Figura 2b – Immagine ottica satellitare della stessa area, in condizioni ottimali di luce e visibilità.


Con questi dati, elaborati dal Politecnico di Milano, è stato inoltre prodotto il primo interferogramma del terremoto in Cina (figura 3) che, attraverso il confronto tra un’immagine precedente all’evento ed una successiva, permette di studiare le deformazioni del suolo prodotte dall’evento sismico.


Figura 3 – Nel riquadro in rosso è riportato un’interferogramma ottenuto dal Politecnico di Milano con i dati COSMO-SkyMed della regione di Chengdu (Cina) che fornisce indicazioni sulla misura della deformazione generatasi a causa dell’evento sismico.

COSMO SkyMed ha acquisito inoltre anche immagini ad altissima risoluzione sulle città più prossime all’epicentro del sisma, attraverso le quali è possibile valutare in modo speditivo i danni subiti dalle infrastrutture e dagli edifici.
In una di queste immagini ad esempio, si evidenzia la presenza di una grande diga nella regione dello GUAN-XIAN (figura 4a).
Su tali immagini si possono applicare le metodologie sviluppate nell’ambito dei progetti ASI-DPC dall’IREA (Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente) e dall’IRPI (Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica) del C.N.R. per il monitoraggio dei corpi diga del territorio nazionale.

Figura 4a - Immagine COSMO-SkyMed ad altissima risoluzione (1m) di una diga nella regione Guan-Xian. Figura 4b - Interferometria differenziale per il monitoraggio delle dighe (CNR-IREA e CNR- IRPI)


Contemporaneamente il Dipartimento ha segnalato all’ASI la necessità di acquisire dati sull’Etna, in seguito agli eventi eruttivi che dal 13 maggio si sono ripetuti per alcuni giorni.
Il sistema satellitare ha risposto immediatamente e in meno di un giorno dalla richiesta è stata disponibile al Dipartimento l’immagine ad altissima risoluzione.
Le figure 5a e 5b mostrano rispettivamente due immagini della parte sommitale dell’Etna, prima e dopo i fenomeni eruttivi.
Sia su questa che su altre immagini acquisite successivamente sull’area sono in corso di elaborazione per analisi dall’IREA del CNR e dall’INGV.

Figura 5a - Immagine di COSMO-SkyMed ad altissima risoluzione della parte sommitale dell’Etna effettuata prima dell’episodio eruttivo del 13 Maggio 2008 Figura 5b - Immagine di COSMO-SkyMed ad altissima risoluzione della parte sommitale dell’Etna effettuata il 13 Maggio 2008, dopo l’inizio dell’attività eruttiva.


La frattura generatasi durante l’attività vulcanica del 13 Maggio è ben visibile nella figura 5b. Da notare che durante il periodo di acquisizione dei dati satellitari, sull’Etna vi era una quasi totale assenza di visibilità alle quote interessate dalla frattura, come ben visibile nella figura 6 che mostra un’immagine ottica Modis dell’Etna.


Figura 6 – Immagine ottica satellitare MODIS del 13 Maggio 2008


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