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23-09-2003

Rapporto situazione idrica

Gli utilizzi d'acqua in Italia

La legge italiana sancisce che l’acqua è un bene pubblico e deve essere governato ed utilizzato secondo i principi della solidarietà e del risparmio idrico, garantendo prioritariamente l’uso umano, quindi quello agricolo e poi quello industriale.
Sapete che …
La metà delle risorse oggi disponibili è destinata a colmare il fabbisogno dell’agricoltura, il 20% soddisfa gli usi civili, il 20% è impiegato nell’industria, mentre il rimanente 10% è principalmente usato nelle centrali termoelettriche.
Come indica la tabella seguente, la ripartizione dei consumi per area geografica e settore evidenzia nelle regioni del Nord-Ovest la quota più significativa dei prelievi di risorse, pari al 39%, con particolare riferimento agli usi industriali ed agricoli, rispettivamente pari al 44% ed al 41% del totale nazionale. Particolarmente contenuto il consumo agricolo nelle regioni centrali, mentre si presenta dominante nelle regioni meridionali e nelle isole maggiori.


Prelievi annui di acqua dolce in Italia:

 Area geografica  Civili%   Industriali%  Irrigui%   Energia% 

 Totale%

 Nord Ovest   6  8  20  5  39
 Nord Est   4  4  13  6  27
 Centro  4  4  2  0  10
 Sud  4  2  9  0  15
 Isole  1  3  5  0  9
 Italia  19  21  49  11  100
Fonte: IRSA-CNR, 1999

L’irrigazione rappresenta un fattore di sviluppo di fondamentale importanza soprattutto per l’agricoltura meridionale, sia perché, permettendo un maggior controllo qualitativo e quantitativo dell’offerta agricola, è sempre più in sintonia con gli scenari imposti dalle politiche comunitarie e dalle dinamiche dei consumi alimentari, sia perché alle colture irrigue è già oggi attribuibile più dei due terzi del valore aggiunto del settore agricolo meridionale.
La produzione lorda vendibile delle colture irrigue in Sicilia, Basilicata e Puglia rappresenta l’80% di quella complessiva, mentre percentuali minori, ma superiori al 30%, si registrano in Molise e Sardegna.
Il maggior comparto di produzione agricola, con circa il 40% della produzione lorda vendibile, è quello della frutticoltura, in particolare agrumicoltura ed uva da tavola, che altresì impiega impianti di produzione fissi, seguito con il 25% da patate ed ortaggi.
La superficie attualmente e complessivamente irrigata nelle regioni meridionali è valutata pari a circa 1,15 milioni di ettari approvvigionati da 741 fonti, di cui 392 pozzi da falda profonda, 39 pozzi da falda superficiale, 61 sorgenti, 71 invasi, 119 traverse fluviali e 30 prese da canale per una disponibilità complessiva annua stimata in circa 3.340 milioni di metri cubi.
Il consumo medio annuo risulta pari a circa 2.900 metri cubi annui per ettaro a fronte di un fabbisogno idrico annuale dell’agrumicoltura compreso tra 6.000 e 10.000 metri cubi annui per ettaro.
Le ragioni del problema sono evidenti.


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