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29-01-2010

La Voce dei Comitati

INDICE DELL'ARTICOLO

   - 1 La Voce dei Comitati

   - 2 Tornare ad essere cittadini capaci di progettare il proprio destino

   - 3 Siamo grati ma...

Siamo grati ma...

A cura di "Cittadini per cittadini"

A conclusione di un lungo periodo di “Gestione dell’emergenza” dovuto all’evento sismico del 6 Aprile e in vista di un’ulteriore trasformazione della Protezione Civile in SpA, come cittadini, condizionati dalle difficoltà, abbiamo avuto occasioni di confronto con altre realtà disagiate del resto d’Italia, no-tav,nodal Molin, no-dal Ponte. Per la nostra e per l’altrui esperienza sentiamo l’esigenza di pronunciarci per riconoscere con gratitudine la grande moltitudine di persone che si sono prodigate per alleviare le nostre sofferenze, affrontando un lavoro massacrante e disagiato con spirito di sacrificio e abnegazione. Tuttavia non possiamo non rilevare la negatività di una gestione troppo finalizzata agli aspetti mediaticamente vincenti, spesso condotta con troppa autorità e poca autorevolezza, che corrisponde ad un costante e disinteressato confronto con le risorse territoriali. Alle prime verifiche la metà degli edifici erano risultati non gravemente danneggiati e andava incentivata prioritariamente quella ricostruzione. Di essi una parte era invenduta, difatti è stato costituito un fondo immobiliare ad ottobre. Fondi e risorse umane, invece, sono state prevalentemente utilizzate per costruire C.A.S.E. durevoli; e solo dopo le 5000 lettere, che i cittadini hanno allegato volontariamente al modulo del censimento statistico poiché non prevedeva altra tipologia, sono stati inseriti a settembre i M.A.P. anche per le frazioni di L’Aquila. Oggi ci ritroviamo -con un censimento di tipo statistico che è diventato l’unico riferimento per l’assegnazione degli alloggi insufficienti rispetto al fabbisogno di case perché gravemente danneggiate (2800 persone degli aventi diritto)-a contenderci gli alloggi creando discordie tra frazioni e capoluogo -con 20000 persone assistite negli alberghi distanti dalla città. -con i puntellamenti in ritardo, - con una ricostruzione solo da poco accennata - con infiltrazioni mafiose già avvenute per una regolamentazione tardiva -con una totale mancanza di una politica economica. Della zona franca non si parla neppure. Dall’altra parte c’è un Italia che non sa tutto ciò. Non è inquadrando i pochi privilegiati e negando il malcontento di chi resta in sofferenza che si dimostra la propria efficienza. Siamo grati ma preoccupati per il futuro dei nostri concittadini e dell’Italia intera per questo libero agire, senza controlli ed in deroga a tutte le leggi, che si è allontanato dall’iniziale spirito di missione che aveva la Protezione Civile.


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