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APPROFONDIMENTI
23-10-2008
L'esposizione sismica
Il primo problema da affrontare per valutare correttamente il rischio sismico
è l’analisi di ciò che è esposto a questo rischio. Gli elementi esposti al rischio sono costituiti da tutto ciò che è stato realizzato dall’uomo, la cui condizione e il cui funzionamento può essere danneggiato, alterato o distrutto dall’evento sismico.
Il primo obiettivo di un programma generale di protezione dai terremoti è la
salvaguardia della vita umana. Per questa ragione è molto importante valutare il numero delle persone coinvolte,
ossia dei morti e dei feriti.
I motivi che determinano la perdita di vite umane possono essere di diverso tipo:
crollo di edifici, ponti e altre costruzioni, ma anche incidenti stradali, attacchi
di cuore ed altro. A questi si aggiungono quelli legati a fenomeni innescati dal
terremoto, come cadute di rocce, frane, maremoti, inondazioni e incendi. Da alcune
statistiche effettuate sui principali terremoti nel mondo è stato rilevato che
circa il 25 % dei morti causati da un terremoto sono dovuti a danni non strutturali degli edifici e a fenomeni successivi al terremoto e innescati da questo.
Generalmente è possibile stimare, con un certo margine di errore e specialmente
per i terremoti più forti, quante persone sono rimaste coinvolte, attraverso calcoli che si basano sul numero degli edifici crollati o danneggiati.
Per poter effettuare queste stime sono necessarie alcune considerazioni su:
- il numero delle persone che abitano nell’edificio
- l’orario in cui avviene il terremoto
- la capacità di scappare delle persone o di proteggersi
- il tipo di coinvolgimento che può subire la persona (morte o ferite subìte)
- la possibilità di morire anche successivamente alle attività di soccorso.
E’ molto difficile stimare con precisione le conseguenze di un terremoto in termini
di vite umane nei diversi momenti del giorno e dell’anno.
Il numero di persone che risiedono in un’abitazione, infatti, varia da regione a regione, dalla città alla campagna e dipende dalle
dimensioni della famiglia. Inoltre, durante il giorno, il numero delle persone
presenti in un’abitazione varia notevolmente. Ad esempio, negli uffici, la presenza
è massima nelle ore centrali del giorno ed è pressoché nulla durante la notte.
In un’abitazione di città, invece, la presenza delle persone di sera e di notte
è mediamente inferiore rispetto ad un’abitazione di campagna, perché esistono
più attività, ludiche e lavorative, che vengono svolte in quegli orari in altri
luoghi. Il riferimento alla tipologia di edifici e ai relativi abitanti, comunque,
può fornire una stima globale accettabile per terremoti violenti che interessino
vaste aree.