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APPROFONDIMENTI
24-10-2008
La vulnerabilità sismica
La vulnerabilità sismica è la propensione di una struttura a subire un danno di un determinato livello a fronte di un evento sismico di una data intensità.
Una delle cause principali di morte delle persone durante un terremoto è il crollo
delle abitazioni e di altri edifici. Per ridurre le perdite di vite umane, è necessario
rendere sicure le strutture edilizie, per evitare che subiscano danneggiamenti a causa di un forte terremoto. Bisogna,
tuttavia, stabilire anche quali costi siamo disposti ad affrontare per costruire
case sicure. Oggi, le norme per le costruzioni in zone sismiche prevedono che gli edifici non si danneggino per terremoti di bassa intensità,
non abbiano danni strutturali per terremoti di media intensità e non crollino
in occasione di terremoti forti, pur potendo subire gravi danni. Questi criteri
sono finalizzati innanzi tutto alla protezione degli occupanti e poi degli edifici,
nei limiti di un costo economicamente ragionevole.
Durante un terremoto un edificio si può danneggiare in diversi modi e riportare
danni strutturali (agli elementi portanti dell’edificio, come pilastri, travi, setti murari) e
danni non strutturali (agli elementi che non determinano l’instabilità dell’edificio, come camini,
cornicioni, tramezzi, tamponature). E’ difficile prevedere quale sia il tipo di
danno che si può verificare durante un terremoto e dipende dal tipo di struttura
dell'edificio (muratura, calcestruzzo armato, acciaio),
dall’età, dalla configurazione della struttura, dai materiali di costruzione,
dalle condizioni del luogo dove è stato costruito, dalla vicinanza con altre costruzioni
e da elementi non strutturali.
Danno strutturale (su travi, pilastri e scale) di edifici in calcestruzzo armato
Dopo che si è verificato un terremoto è abbastanza semplice valutare la vulnerabilità
degli edifici: è sufficiente rilevare i danni che sono stati provocati, associandoli
all’intensità della scossa subita. Molto più complessa è invece la valutazione
della vulnerabilità degli edifici prima che si verifichi un evento sismico. Per
questa sono stati messi a punto diversi metodi: di tipo statistico, di tipo meccanicistico, o i giudizi esperti. I metodi di tipo statistico classificano gli edifici in funzione dei materiali
e delle tecniche con cui sono costruiti.
La vulnerabilità viene espressa come la probabilità che una struttura di un certo tipo possa subire un certo livello di danneggiamento a seguito di un terremoto di una determinata intensità. La valutazione è basata sui danni osservati in precedenti terremoti su edifici appartenenti alla tipologia in esame. Questa tecnica è relativamente semplice nell’applicazione, ma richiede dati di danneggiamento da passati terremoti non sempre disponibili e non può essere utilizzata per valutare la vulnerabilità del singolo edificio, dato che la valutazione ha carattere statistico e non puntuale.
I metodi di tipo meccanicistico utilizzano, invece, modelli teorici che riproducono le principali caratteristiche
degli edifici da valutare, su cui vengono studiati i danni causati da terremoti
simulati. Generalmente sono modelli semplici e possono esser utilizzati per valutare
singoli edifici o gruppi di edifici simili. In ogni caso l’utilizzabilità di questi
metodi è limitata alle costruzioni di cui si conoscono le caratteristiche costruttive.
Infine, alcuni metodi utilizzano dei giudizi esperti per valutare il comportamento sismico e quindi la vulnerabilità di predefinite
tipologie strutturali o per individuare i fattori che determinano il comportamento
delle costruzioni e valutarne, in termini qualitativi e quantitativi, la loro
influenza sulla vulnerabilità.
I risultati finali possono essere di due tipi:
- la vulnerabilità assoluta, che rappresenta il danno medio (o una distribuzione di probabilità di danno)
in funzione dell’intensità sismica;
- la vulnerabilità relativa, che permette di ordinare le costruzioni in funzione della loro vulnerabilità
sismica attraverso opportuni indici per i quali, però, non viene data una relazione
diretta fra danno e intensità sismica.
Per poter valutare la vulnerabilità degli edifici su tutto il territorio nazionale
è necessario ricorrere a metodi statistici che utilizzino dati omogenei sulle
caratteristiche degli edifici stessi.
Per il territorio italiano sono disponibili i dati rilevati dai censimenti Istat sulle abitazioni. Essi vengono utilizzati nell’applicazione di un metodo statistico, che mette in relazione il livello di danno rilevato in precedenti terremoti
con diverse tipologie costruttive. Nella mappa è rappresenta la distribuzione
percentuale delle abitazioni appartenenti alla classe di vulnerabilità più elevata
(A) in Italia.