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PUBBLICAZIONI
12-05-2005
INTERVENTI STRUTTURALI - Linee guida per l'individuazione di aree di ricovero per strutture prefabbricate di protezione civile
L'inquadramento del problema
Vaste porzioni del territorio nazionale italiano sono soggette a fenomeni naturali (soprattutto frane, alluvioni e terremoti) che possono determinare pesanti conseguenze in aree urbane densamente popolate: danni alle abitazioni, alla viabilità, alle attività industriali e produttive. Laddove siano gravemente colpiti centri residenziali o vi siano condizioni di rischio potenziale per le persone, il sistema di protezione civile comunale, regionale o nazionale, deve affrontare il problema di assicurare un alloggio temporaneo, ma sicuro, ai “senza tetto”.
In considerazione del disagio che sentono le persone da assistere, è importantissimo che l’attivazione del sistema di protezione civile avvenga in tempi brevissimi: occorre pertanto definire idonee procedure in “tempo di pace” per essere pronti ad affrontare l’emergenza.
Le variabili
Per individuare la soluzione ottimale al problema occorre valutare alcune condizioni variabili: numero di persone che hanno dovuto abbandonare la propria abitazione; possibili destinazioni immediatamente attivabili; individuazione di zone sicure in cui allestire delle aree di ricovero di emergenza; allestimento di aree di ricovero temporanee che assicurino un adeguato livello di efficienza.
E’ oltremodo frequente, oltretutto, il ricorso ad unità modulari di tipo sociale, che consentono l’organizzazione di funzioni tipiche del quartiere e quelle di valenza comune quali il presidio sanitario, la scuola, la chiesa, gli uffici amministrativi comunali, l’ufficio postale, la banca, le attività commerciali, ecc..
Aspetti del problema socialmente ed urbanisticamente rilevanti sono costituiti dal possibile utilizzo “polifunzionale” delle aree e dei prefabbricati e dall’esigenza di un approccio “modulare” al problema, per consentire di mitigare l’effetto di scala legato alla severità della forzante ed al contesto in cui si manifesta.
Non da ultimo è auspicabile la definizione di procedure di “controllo di qualità” per la verifica e la validazione dei risultati tanto per le metodologie operative, quanto per i livelli prestazionali attesi.
Gli obiettivi
Obiettivi del Dipartimento della protezione civile, da attuare in stretta sinergia con le Regioni e Province Autonome sono:
- la più ampia sensibilizzazione dei soggetti attuatori della pianificazione
d’emergenza e degli interventi per il ricovero della popolazione rispetto alla
problematica descritta, in un’ottica di prevenzione e di efficienza nella fase
emergenziale;
- la definizione di parametri vincolanti per la scelta delle aree da destinare
all’esigenza abitativa in emergenza e degli standard prestazionali delle infrastrutture;
- la condivisione delle soglie di accettabilità dei suddetti parametri, omogenei
rispetto alle problematiche investigate ed alla “sensibilità” al problema.
Definire criteri generali per l’individuazione, la valutazione e l’allestimento delle aree di ricovero e per la scelta delle strutture abitative da adottare in emergenza costituisce uno strumento utile a ridurre i tempi di progettazione delle opere infrastrutturali, ad uniformare ad un livello tecnico appropriato le scelte da adottare, a consentire operazioni di mutuo soccorso in occasione di eventi eccezionali secondo un concordato target prestazionale, ad una valutazione economica generale di sistema che, tra l’altro consenta il raggiungimento di un adeguato rapporto costi affrontati – benefici attesi.
Il percorso seguito
Nel mese di novembre del 2003 il Dipartimento ha sottoposto al Tavolo tecnico delle Regioni e delle Province Autonome un pacchetto integrato di documenti dal titolo “Linee guida per l’individuazione e l’allestimento delle aree di ricovero per strutture prefabbricate di protezione civile” . Grazie al proficuo confronto tra le esperienze maturate dal Dipartimento della protezione civile e dagli enti territoriali nel corso delle numerose esperienze emergenziali affrontate e dopo numerose riunioni tenutesi sull’argomento (ben 7 sedute del tavolo tecnico delle Regioni), è stato messo a punto uno specifico “standard organizzativo omogeneo”, in termini di assistenza abitativa alle popolazioni. La Conferenza dei Presidenti, in data 29 luglio 2004 ha espresso la propria approvazione sugli elaborati suddetti.
Il complesso degli elaborati su cui si è convenuto rappresenta un “pacchetto integrato” di documenti, finalizzati a supportare gli enti attuatori della pianificazione di emergenza (Province e Comuni) nel non facile compito di individuare e predisporre sul territorio aree da destinare al ricovero in emergenza. La condivisione di tali atti consente altresì di dare impulso alla pianificazione di emergenza, nell’ambito della quale i Comuni devono individuare aree idonee ai fini suddetti, allestendole, se possibile ed in linea con le previsioni degli strumenti urbanistici, per un uso polifunzionale.
Le direttive tecniche
Mirando agli obiettivi suddetti, con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 2 febbraio 2005, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n° 44, del 23 febbraio 2005, è stata emanata, ai sensi dell’art 5, comma 2, del Decreto Legge 7 settembre 2001, n° 343, convertito con modificazioni dalla Legge 9 novembre 2001, n° 401, la direttiva in materia di “Linee guida per l’individuazione di aree di ricovero per strutture prefabbricate di protezione civile”.
Successivamente, con Decreto del Capo del Dipartimento n° 1243 del 24 marzo 2005, emanato ai sensi dell’art 5, comma 5, del Decreto Legge 7 settembre 2001, n° 343, convertito con modificazioni dalla Legge 9 novembre 2001, n° 401, sono stati adottate, a livello nazionale, le indicazioni tecniche, in materia di individuazione ed allestimento delle medesime aree di ricovero, contenute nei documenti tecnici.
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