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INFORMAZIONI
05-06-2009
Tevere: il punto a due mesi di lavori
Dopo due mesi di lavori sono pressochè completate le opere di pulizia, bonifica
e funzionalità idraulica del fiume Tevere nel tratto compreso tra Castel Giubileo
e la foce.
I lavori hanno preso il via dall’ordinanza 3734 del 16 gennaio 2009 e definiti con il decreto di attuazione firmato il 5 marzo dal Capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso.
Vengono eseguiti da Regione Lazio, Comuni di Roma e Fiumicino, Autorità di bacino;
il coordinamento dei lavori è affidato al Capo della Protezione Civile, d'intesa
con il Commissario Delegato per la Regione Lazio.
Gli interventi
Gli interventi di pulizia e di manutenzione riguardano il tratto che da Ponte
Milvio arriva fino alla confluenza con il fiume Aniene e, a valle, fino a Ponte
Marconi. Prevista inoltre la pulizia dei litorali di Ostia e Fiumicino.
Nella zona di Castel Giubileo, invece, non sono eseguiti lavori di pulizia, ma
verrà fatto, piuttosto, un rilievo batimetrico che riguarda l’intero corso fluviale,
da Castel Giubileo appunto fino alla foce.
I lavori sono iniziati il 30 marzo.
Il Comune di Roma ha eseguito interventi per quanto riguarda la pulizia delle banchine e dei muraglioni
dalla vegetazione infestante e dai rifiuti portati dal fiume durante la piena
del mese di dicembre e la pulizia del litorale di Ostia, anch'esso invaso dai
rifiuti durante le mareggiate invernali.
La Regione Lazio, invece, attraverso l’ Agenzia Regionale per la difesa del suolo
- A.R.D.I.S., ha avuto il compito di eseguire il taglio e la potatura della vegetazione
ad un metro dal ciglio della banchina, l'allontanamento dei relitti trascinati
dalla corrente, la raccolta dei rifiuti galleggianti in alveo e la pulizia della
vegetazione e dei rifiuti sui ponti.
Compito della Regione è anche la ricostruzione di ampie zone divelte di pavimentazione
delle banchine e dei muraglioni pericolanti.
Per le operazioni di pulizia non vengono utilizzati prodotti chimici, nocivi
per la flora, la fauna e l’ambiente fluviale in generale.
Il materiale risultante dalle operazioni, nel caso non sia vegetale ecocompatibile
o non sia possibile trattarlo come biomassa vegetale viene smaltito presso pubblica
discarica a termini di legge.
Il primo mese di lavori
I primi lavori hanno riguardato gli interventi sulla sponda sinistra del Tevere
da Ponte Milvio verso Ponte Marconi e sulla sponda destra da Ponte Milvio alla
confluenza con il fiume Aniene eseguiti dalla Regione.
Nello stesso periodo, il Comune ha operato sulla sponda destra partendo dall'Isola
Tiberina verso Ponte Marconi da una parte e Ponte Milvio dall'altra.
Sono state ripulite le banchine e gli alberi dal materiale solido e dai rifiuti
trasportati dalla piena del fiume, sono state risagomate le sponde e tagliate
la vegetazione ritenuta infestante o pericolosa per l’incolumità pubblica. Una
selezione delle essenze arboree è stata eseguita dal Servizio Giardini del Comune
di Roma.
Sistemata provvisoriamente la pavimentazione delle banchine, che verranno poi
restaurate definitivamente dalla Regione in una seconda fase di interventi che
partirà a settembre.
Una pulizia accurata dei muraglioni è stata eseguita dal Comune di Roma. Squadre
di operai sono intervenute per tagliare la folta vegetazione cresciuta lungo i
muri.
I lavori si sono rivelati piuttosto difficoltosi: la vegetazione cresciuta negli
anni, infatti, ha coperto in diversi punti vere e proprie discariche abusive.
Gran parte del materiale è stato già raccolto lungo le banchine e sarà smaltito
nelle discariche autorizzate. Si prevede che i lavori possano essere completati
entro la fine di giugno.
Il secondo mese
Nel secondo mese la Regione Lazio ha realizzato lavori sulla sponda sinistra del
fiume da Ponte Milvio fino alla confluenza con il fiume Aniene e su quella destra
sempre da Ponte Milvio verso Ponte Marconi.
Il Comune, invece, ha operato sulla sponda sinistra partendo dall'Isola Tiberina
sia verso Ponte Marconi che verso Ponte Milvio.
Anche qui si stanno eseguendo i medesimi interventi di ripulitura delle banchine,
sistemazione delle sponde, taglio degli alberi pericolosi e ripulitura dei detriti
sia nell’alveo che sugli alberi portati dalla piena di dicembre.
La Regione ha provveduto anche a rimuovere relitti ed imbarcazioni che potevano
creare pericolo per la navigazione.
Ulteriori interventi di recupero di altri relitti rinvenuti si stanno eseguendo
in questi giorni.
Gli arenili di Fiumicino e di Ostia
L’ordinanza n. 3734 e il decreto di attuazione del 5 marzo hanno previsto anche
i lavori di ripulitura degli arenili di Fiumicino e di Ostia. In quelle zone,
infatti, oltre ai detriti trasportati dalle forti mareggiate di quest’inverno,
le intense piogge e la piena del Tevere del mese di dicembre hanno portato dei
grandi quantitativi di rifiuti.
Bottiglie di plastica, e vetro, carta, tronchi, rami e tanta altra sporcizia
è stata quindi rimossa da parte del Comune di Fiumicino dagli arenili destinati alla balneazione.
In questa opera di pulizia si stanno ripristinando le oasi ecologiche di Palidoro,
della foce dell’Arrone, di Coccio di Morto, di foce Tre Denari e di Focene (Mare
Nostrum).
Queste spiagge, situate nella Riserva Naturale del Litorale Romano hanno una
grande valenza ambientale. La rimozione dei rifiuti, quindi, è più complessa,
perchè deve avvenire con tecniche improntate al massimo rispetto degli ecosistemi
delle dune.
Il Comune, in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile, di
Legambiente Lazio e del WWF Oasi, ha organizzato delle giornate ecologiche.
Il 25, e 29 maggio e il 5 giugno per fare educazione ambientale e creare nei
ragazzi la consapevolezza della fragilità dei beni ambientali, il Comune ha pensato
di coinvolgere in questa delicata attività di pulizia delle dune anche gli studenti
delle scuole primarie e secondarie di Fiumicino.
Così come il Comune di Fiumicino, anche quello di Roma ha provveduto a ripulire tutti gli arenili di Ostia dai detriti portati dalle mareggiate di questo inverno.
Porto – canale e darsena
Consegnate il 27 maggio alla Regione Lazio le aree demaniali marittime di Fiumicino
di competenza dell'Autorità portuale. Le aree saranno interessate dal dragaggio
del porto canale e della darsena, con la realizzazione di una vasca di contenimento
che conterrà il materiale di risulta dello scavo.
Anche questi lavori sono previsti nell’ordinanza n. 3734 e nel suo decreto di
attuazione.
Gli interventi sono necessari per il recupero delle condizioni di sicurezza e
navigabilità del canale, sia per i pescherecci che per le unità operative di pronto
intervento.
Le opere saranno completate entro novembre come da crono programma. La direzione
regionale della Protezione civile ha preso in carico circa 5.000 metri quadrati
di aree a terra e 128.000 metri quadrati a mare. Il dragaggio consentirà di riportare
la profondità media di fondali a 4 metri: in alcuni punti, dopo la piena dell'inverno
scorso, si era arrivati a 2-2,5 metri.
La vasca di colmata sarà realizzata con il materiale dragato.
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