- Home
- Ultime dal Dipartimento
- La Commissione internazionale dei sismologi in conferenza stampa all'Aquila
ULTIME DAL DIPARTIMENTO
13-05-2009
La Commissione internazionale dei sismologi in conferenza stampa all'Aquila
"Allo stato attuale in nessuna parte del mondo esistono metodi per prevedere
deterministicamente i terremoti”. Una ulteriore conferma dell’impossibilità di
prevenire i fenomeni sismici l’ha data oggi, 13 maggio 2009, anche Thomas Jordan,
direttore del Southern California Earthquake Center e capo della Commissione internazionale dei sismologi, giunta all’Aquila per
un ciclo di riunioni e sopralluoghi. Per due giorni, i 9 scienziati tra i più
esperti al mondo hanno analizzato l’emergenza terremoto in Abruzzo, con i tecnici
del Dipartimento della Protezione Civile e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
Il ruolo della Commissione internazionale di sismologi – Non facile il compito del gruppo “indipendente e internazionale” di scienziati:
il Commissario delegato Guido Bertolaso gli ha infatti richiesto di fornire lo
stato attuale delle conoscenze sulla prevedibilità deterministica e probabilistica
dei terremoti e di indicare delle linee guida per poter utilizzare al meglio le
osservazioni scientifiche che precedono i fenomeni sismici.
Per ottenere risposte dettagliate bisognerà attendere la relazione conclusiva
della Commissione; intanto però, alcune considerazioni sono state anticipate durante
la Conferenza stampa che si è tenuta nella Caserma della Guardia di Finanza di
Coppito. All’incontro con i giornalisti ha partecipato anche il Commissario delegato
Guido Bertolaso che ha voluto precisare che l’intervento della Commissione è stato
richiesto “per fare tutto il possibile e anche di più per far progredire lo studio
e la conoscenza di questi fenomeni”. Oltre a Thomas Jordan, direttore del Southern
California Earthquake Center e capo della Commissione internazionale dei sismologi,
presenti in conferenza stampa anche Yun Tai Chen, professore di geofisica e direttore
onorario dell'istituto di geofisica della China Earthquake Administration, Paolo
Gasparini, professore di geofisica dell'università Federico II di Napoli e Warner
Marzocchi, dirigente di ricerca dell'INGV.
La previsione probabilistica – Le conoscenze scientifiche in fatto di movimenti sismici sono sicuramente
aumentate, ma non al punto da poter prevedere quando un terremoto si verificherà
e con quale intensità. In particolare, è lo studio delle previsioni probabilistiche
ad aver fatto numerosi passi in avanti negli ultimi dieci anni. Tuttavia, è importante
non incorrere nell’errore di generare falsi allarmi perché “alcune volte la probabilità
aumenta anche senza che in realtà si registri alcun evento sismico”, come ha ricordato
il presidente della Commissione internazionale Thomas Jordan. Infatti, “avere
dei modelli che producono un elevato numero di falsi allarmi sono per ora di scarsa
utilità per prendere delle decisioni importanti”.
L’esempio che è stato riportato è stato lo sciame sismico di Bombay Beach in
California meridionale - quindi vicino ad aree con alto potenziale sismo genetico
– avvenuto in concomitanza con lo sciame dell'Abruzzo. La crisi, iniziata a gennaio,
si è conclusa con un aumento deciso di sismicità che ha portato ad un terremoto
di M 4.8. Successivamente la sismicità è però tornata ai livelli pre-crisi. In
quell’occasione, considerata uno dei più recenti casi di “falso allarme”, gli
esperti avevano tenuto costantemente aggiornate le autorità statali ma si era
deciso di non allertare la popolazione.
La previsione deterministica – Non si registrano invece grossi progressi sul fronte della previsione deterministica,
che è quella che deve essere in grado di “specificare il luogo, il momento e quanto
sarà grande l’evento, in modo tale da consentire alla Protezione Civile di programmare
azioni mirate”, ha aggiunto il direttore del Southern California Earthquake Center.
In nessuna parte del mondo esistono metodi per prevedere gli eventi sismici in
modo deterministico e le ragioni sono scientifiche: tutti i terremoti nel momento
in cui partono sono uguali, e non è possibile stabilire a priori come cresceranno
e quanto dureranno.
Il terremoto del 6 aprile 2009 – Le domande dei giornalisti, che hanno seguito la conferenza stampa, hanno puntato dritto all’emergenza terremoto in Abruzzo. Ancora una volta è stato chiesto il valore esatto della violenza del terremoto del 6 aprile 2009: 5,8 o 6,3? E la risposta del Presidente della Commissione internazionale di sismologi è stata la stessa data dai tecnici del Dipartimento di Protezione civile. Si tratta infatti di due misurazioni esatte ma diverse. La "magnitudo locale", di 5,8, è utile per le stime dell’intensità dei terremoti in tempi rapidi; mentre, la "magnitudo momento", di 6,3, richiede più tempo ed è utilizzata soprattutto in ambito scientifico. Quella a cui si fa riferimento, in ogni caso, è la "magnitudo locale", poiché è anche quella che è stata usata nelle altre situazioni di emergenza – come in Irpinia ed Umbria – e permette il raffronto fra i fenomeni sismici.
“Quando finirà lo sciame sismico in Abruzzo? ” - “Allo stato attuale non c’è nessun tipo di evidenza che la crisi sismica non vada a scemare, anche se si tratta di una probabilità perché nessuno lo può prevedere” questa la risposta che è stata data da parte della Commissione internazionale dei sismologi. Quello che è sicuro è che la crisi sismica continuerà mantenendosi però al di sotto della soglia di sensibilità delle persone. Quindi, tornare o meno nella propria casa? Certamente sì, ma non prima di aver verificato l’agibilità dell’abitazione.
LINK CORRELATI
È possibile prevedere il terremoto? Lo studio dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia