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APPROFONDIMENTI
20-03-2008
Il progetto Fire5
INDICE DELL'ARTICOLO
- 1 Fire 5
- 2 Un precedente importante: l'European Forest Fire Excercise in Francia
Fire 5
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Il Trattato di Amsterdam introduce, a partire dal 1997, il concetto di “cooperazione rafforzata”: uno
strumento che consente, anche ad un numero ristretto di Stati Membri, di proporre
iniziative per approfondire e potenziare alcuni settori specifici di attività.
Nel febbraio 2006, le Autorità di Protezione Civile di Italia, Francia, Portogallo e Spagna discutono dell’opportunità di pianificare e realizzare interventi comuni in caso di calamità naturali ed emergenze, con particolare attenzione all’area mediterranea.
L’idea rappresenta il frutto delle diverse esperienze maturate nel corso degli interventi all’estero ed il primo passo in direzione di un accordo di cooperazione rafforzata tra i quattro Paesi in ambito di protezione civile, incentrato essenzialmente sulla reciproca assistenza in caso di emergenza.
Nell’arco dell’anno successivo i quattro Paesi promotori elaborano congiuntamente la proposta, che nel marzo 2007 viene approvata dall’Unione Europea come progetto pilota, con un contributo finanziario di 900.000 euro. Con queste premesse nasce il progetto di cooperazione transfrontaliera “Force d’Intervention Rapide Europèenne 4”, ossia Fire 4.
Fire 4 si inserisce a pieno titolo nel Meccanismo Comunitario di Protezione Civile con l’obiettivo di mettere a punto modalità operative comuni per i quattro Paesi partner in materia di incendi boschivi ed eventi sismici, migliorando la capacità di prevenzione e intervento delle diverse squadre europee di protezione civile.
Il progetto rappresenta anche un’importante occasione per perfezionare lo approccio operativo "modulare", che la Commissione sta definendo insieme agli Stati Membri per ottimizzare e accelerare l’intervento europeo di protezione civile.
Fire 4 prevede lo svolgimento di molteplici attività, organizzate secondo un calendario di 30 mesi, con decorrenza dal primo maggio 2007 al primo novembre 2009, allo scopo di definire la composizione di squadre multinazionali di valutazione e intervento, istituire modalità condivise di gestione operativa e standardizzare le tecnologie utilizzate: workshop, corsi di formazione, scambi di esperti, acquisto e condivisione di equipaggiamenti per la radio-trasmissione e, soprattutto, esercitazioni internazionali (la prima da realizzare in Italia sul rischio incendi boschivi, “Sardinia 2008” appunto; la seconda in Portogallo, nel maggio 2009, sugli eventi sismici).
Costituito da rappresentanti delle Autorità di Protezione Civile di Italia, Francia, Spagna e Portogallo, il Comitato di gestione del progetto Fire 4 include rappresentanti di altri
Paesi – Cipro, Grecia, Ungheria, Repubblica Ceca, Malta e Slovenia – in qualità
di Paesi “associati”, con la finalità di condividere metodi e procedure adottati
dal nucleo dei Paesi “guida”.
Nel febbraio 2008 la Grecia è entrata a far parte del progetto non più come "associato", ma come paese "partner".
Fire 4 è diventato quindi Fire 5.
Meccanismo Comunitario di Protezione Civile
Istituito dal Consiglio dell’Unione Europea nel 2001 (Decisione 792 del 23 ottobre) e aggiornato nel 2007 (Decisione 779 dell’8 novembre), il Meccanismo Comunitario di Protezione Civile ha l’obiettivo di potenziare
l’assistenza reciproca tra gli Stati Membri e l’assistenza coordinata ai Paesi
terzi in caso di emergenze e calamità naturali.
Con sede a Bruxelles presso la Direzione Generale per l’Ambiente, il Mic (Monitoring and Information Centre) è il cuore del Meccanismo Comunitario, con
funzioni di sala situazione europea attiva 24 ore su 24 tutti i giorni dell’anno.
Il Mic si attiva dal momento in cui riceve una richiesta diretta di aiuto da
parte di un Paese colpito da una catastrofe, provvedendo immediatamente al coordinamento
di squadre di specialisti provenienti da diversi Paesi dell’Unione Europea e al
loro invio sul luogo del disastro.
Altra componente fondamentale del Meccanismo è il Cecis (Common Emergency Communication and Information System), un sistema informatico
integrato che assicura lo scambio ottimale di informazioni e comunicazioni tra
i diversi Paesi Membri, mettendo in rete le sale operative nazionali.
Attualmente fanno parte del Meccanismo 27 Stati Membri e 3 Stati dell’Area Economica Europea (Norvegia, Islanda e Lichtenstein). Tra gli strumenti che il Meccanismo utilizza
per arrivare ad una cooperazione sinergica tra i diversi sistemi di protezione
civile sono previsti programmi di formazione, workshop, seminari e soprattutto
esercitazioni, cui partecipano squadre dei vari Stati Membri come componenti operative
o come osservatori.
Il Meccanismo Comunitario aggiornato con la Decisione 779 del 2007 sottolinea
l’importanza di sviluppare una risposta rapida alle emergenze e alle catastrofi
naturali soprattutto attraverso lo strumento dei moduli di protezione civile: si tratta della richiesta ai Paesi Membri di mettere a disposizione “moduli”
di pronto intervento interoperabili, complementari ed autosufficienti, composti
da personale, mezzi e attrezzature che il Meccanismo comporrà in “pacchetti” secondo
le specifiche esigenze della situazione e sfruttando al meglio le diverse competenze
specialistiche.
Fin dalla sua creazione il Meccanismo è stato attivato per una serie di catastrofi
in tutti i continenti, compresi il terremoto in Iran (2003), lo tsunami che ha
colpito il Sudest asiatico (2004), gli incendi boschivi in Portogallo (2005),
le inondazioni in Bulgaria e Romania (2005), l’uragano Katrina negli Usa (2005),
il terremoto in Pakistan (2005) e, più di recente, il terremoto in Indonesia e
la crisi umanitaria in Libano.
LINK CORRELATI
Foto dell'esrcitazione antincendio "European Forest Fire Exercise": Francia, 18-23 aprile 2004